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Patrizia Calza - Emilia Romagna - Piacenza

Patrizia Calza - Emilia Romagna - Piacenza
Abolizione delle province? No, resistiamo al ciclone dell'antipolitica PDF Stampa E-mail

L’ UPI (Unione delle Province) ha convocato per mercoledì i Presidenti delle Province a rischio eliminazione , tra cui Piacenza. Forse, dopo quella data, il silenzio assordante dei rappresentanti dell'attuale Amministrazione Provinciale cesserà e la cittadinanza potrà finalmente conoscere quale sia la loro posizione in merito. Quanto a me, Può essere che sia in errore, tuttavia penso che la Provincia di Piacenza continuerà ad esistere. Non perché “primogenita d’Italia” o perché esistente prima del 1927, come un emendamento parlamentare vorrebbe, ma in quanto il tema della eliminazione delle Province verrà stralciato dal testo del decreto, perché la sparizione di pochi Enti provinciali (ora, in seguito al combinato dei diversi parametri cittadini- vastità territoriale, pare che i “papabili” si siano ridotti a 22) non risponde ad alcuna logica di buon senso e di opportunità né amministrativa né economica. Ho conosciuto meglio l’Ente Provincia nel 1999, quando venni eletta consigliere provinciale. Furono anni quelli immediatamente successivi, di grande trasformazione. Alle funzioni tradizionalmente esercitate dall’Ente, quali quella della manutenzione delle strade o dell’Edilizia scolastica delle scuole secondarie superiori, molte altre se ne aggiunsero in attuazione della Legge Bassanini. Le Regioni e i Ministeri si liberavano di funzioni e personale e le Province, spesso senza l’accompagnamento di risorse economiche adeguate, si facevano carico di nuove competenze: ciò accadde per i dipendenti dei Centri per l’Impiego transitati tra il 1999 e il 2000 dal Ministero del Lavoro e per i dipendenti delle Regioni nel campo del turismo, dell’agricoltura, delle attività produttive e della formazione professionale.
A dieci anni di distanza, travolte dall’onda dell’antipolitica, le Province sembrano essere arrivate al capolinea. Vorrei che il tema “Province si, Province no” venisse affrontato senza la retorica dell’antipolitica ma nel quadro di un riassetto complessivo della struttura politica-amministrativa dello Stato. Senza scelte affrettate e pertanto sbagliate. Il quesito da cui partire è il seguente: “Le Province servono o sono enti inutili”?

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CATTOLICI, SERVE UN NUOVO PARTITO O UN NUOVO MODO DI FARE POLITICA? PDF Stampa E-mail

Ho letto con molta attenzione e interesse l’articolo pubblicato sul quotidiano Libertà il giorno 17 luglio, a firma Luca Albieri – Giovani UDC – condividendo con l’autore numerosi passaggi e osservazioni: in primis, il giudizio su una sostanziale posizione di subalternità che i cattolici, dalla fine della Dc ad oggi, hanno dovuto subire nei rispettivi gruppi o coalizioni di appartenenza, in secondo luogo sulla necessità di un rinnovato attivismo e protagonismo dei medesimi sulla scena politica italiana.

Molti, se non tutti, i politici di area cattolica sono poco soddisfatti dei risultati che la loro testimonianza ha prodotto in lunghi anni di militanza. L’insoddisfazione è sia di chi ha esperimentato il partito aziendale e padronale di Berlusconi sia di chi ha scelto la sfida di sciogliersi nel Pd, un amalgama, non ancora riuscito, di Ds e Margherita.

Lo stesso laicato cattolico, da tempo, ha perso molto dello smalto che in passato lo ha reso capace di importanti interventi di elaborazione e approfondimento ed ha “rinunciato” ad affrontare le sfide e le battaglie che gli accadimenti e i cambiamenti storico-politici del nostro Paese ci proponevano. È accaduto così che l’abbandono consapevole della vita politica e il “rifugiarsi” forse inconsapevole nelle tante meritevoli attività del volontariato sociale, ha contribuito a determinare una diffusa percezione o sensazione di “irrilevanza” politica dei cattolici, spesso strumentalizzati o “corteggiati” a soli fini elettoralistici.

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LAVORI SULLA NIBBIANO-TREVOZZO, LA PATERNITA' E' DELLA GIUNTA BOIARDI PDF Stampa E-mail

A fronte dei ripetuti riferimenti di politici locali (l'ultimo in ordine di tempo in occasione del Consiglio provinciale dello scorso 20 giugno) alle opere di manutenzione straordinaria svolte recentemente dalla Provincia  sulla S.P. 412 tra Nibbiano e Trevozzo, per un importo di €. 250.000,00 , mi corre l’obbligo  precisare che si tratta di interventi previsti e finanziati dall'amministrazione Boiardi già nel 2008 con la denominazione: “Lavori di ripresa della pavimentazione bituminosa nei tratti maggiormente degradati da Trevozzo al confine pavese e manutenzione del viadotto sul Rio Riccò e Rio dell’Erta” (si vedano le delibere della Giunta Provinciale n. 543 del 15.10.2008 e del Consiglio Provinciale di approvazione del bilancio  n. 130 del 20.12.2008, con relativo finanziamento).

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RIFORMA DELL'ART. 41 DELLA COSTITUZIONE, ALCUNE RIFLESSIONI PDF Stampa E-mail

Corro sempre il rischio di risultare retorica quando parlo della nostra Costituzione ai miei studenti. Quindi è facile che lo sia anche questa volta. Il fatto è che il pensiero di quei padri Costituenti che aldilà delle loro ideologie e visioni politiche, allora anche diametralmente opposte, quali quella socialista, comunista, liberale e cattolico-democratica riuscirono a superare le contrapposizioni e a dare vita al testo che oggi conosciamo, mi commuove.

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GRAGNANO RICORDA DON BEOTTI PDF Stampa E-mail

Nel corso del 2011 la cittadinanza di Gragnano Tr. è chiamata a vivere due momenti altamente significativi: la celebrazione del 150esimo dell’Unità d’Italia e il processo di beatificazione del concittadino Don. Giuseppe Beotti. Due fatti apparentemente distinti e distanti ; nella realtà profondamente uniti. Due circostanze che la comunità può vivere con superficialità e distrattamente o piuttosto come occasioni formidabili per riflettere sulla propria identità e sulla propria storia locale e nazionale.

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