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PATRIZIA: "TRASFERIMENTO DELLA BANCA DEL CORDONE OMBELICALE A BOLOGNA? UNA SCELTA DA APPROFONDIRE" |
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«Trasferimento della Banca del Cordone Ombelicale a Bologna? Una scelta che merita di essere approfondita».
E’ questo il nuovo appello lanciato da Patrizia Calza, candidata del Partito Democratico al Consiglio Regionale.
«All’ospedale di Piacenza, grazie ad una donazione dell’associazione “Nuova Vita”, è attiva dal 2001 una Banca che permette di criopreservare in loco i cordoni ombelicali.
E’ noto che la Banca, che da anni collabora con il centro trasfusionale dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, non è un elemento isolato ma, al contrario, una realtà molto ben collocata nell’ambito della cultura delle cellule staminali (ambito che vede Piacenza all’avanguardia sia nella ricerca che nell’applicazione clinica).
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PATRIZIA: "NO AL RITORNO AL NUCLEARE" |
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«Il ritorno al nucleare? Una scelta eticamente sensibile che deve essere affrontata con particolare attenzione».
Ribadisce così il proprio «no» all’atomo il candidato del partito democratico al Consiglio regionale Patrizia Calza. «Come avevo già avuto modo di far presente nelle scorse settimane – continua la Calza – ritengo che il destino di Caorso debba essere quello della dismissione, senza ripensamenti. Comprendo gli interessi in gioco, i potenziali investimenti connessi al ritorno al nucleare, gli effetti in campo economico ed occupazionale. Tuttavia ritengo che, come nelle altre, soprattutto in questa materia, dovrebbero essere assunte scelte “eticamente responsabili”.
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CASTELL'ARQUATO, SALTA PER NEVE L'INCONTRO CON I CANDIDATI PD |
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Salta a causa della neve l'incontro tra i candidati del Pd alle elezioni regionali che doveva tenersi questa sera a Castell'Arquato.
L'appuntamento è rimandato a mercoledì 17 marzo. |
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PATRIZIA A POLLEDRI E FOTI: "BASTA CHIACCHIERE SULLE FRANE" |
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«Basta chiacchiere inutili sulla mancanza di fondi per il risanamento delle frane». Ad intervenire ancora una volta sul tema del dissesto idrogeologico è la candidata per il partito democratico al Consiglio regionale Patrizia Calza. «Dopo le dichiarazioni dei deputati Massimo Polledri (Lega Nord) e Tommaso Foti (Pdl) apparse nei giorni scorsi in risposta al capo della protezione civile dell’Emilia Romagna Demetrio Egidi, critico verso “la mancata concretizzazione delle promesse da Roma sullo stanziamento dei fondi” – fa sapere la Calza – ritengo utile fare chiarezza intorno alla vicenda una volta per tutte. Fino ad oggi la Regione Emilia Romagna è stato l’unico ente capace di soccorrere i Comuni messi in ginocchio dall’emergenza-frane.
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PATRIZIA A "ILPIACENZA.IT": "IN REGIONE PER PORTARE A PIACENZA OPPORTUNITA' CONCRETE" |
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Nell'edizione del 6 marzo 2010, il quotidiano on line IlPiacenza.it ha pubblicato un'intervista a Patrizia.
Eccola proposta qui di seguito.
Da assessore provinciale ad Infrastrutture e Viabilità ad un posto in Regione: Patrizia Calza punta al balzo in avanti. In caso di ingresso in Consiglio regionale, la candidata del Partito democratico intende proseguire nel solco dell’attività intrapresa con la giunta Boiardi.
Se eletta, cosa porterà con sé in Regione dell’esperienza maturata nell’esecutivo di corso Garibaldi? Negli scorsi cinque anni ho imparato a conoscere bene il Piacentino ed i suoi problemi, instaurando stretti rapporti con le amministrazioni comunali. Il mio compito in Regione sarà quello di indicare le nostre esigenze in tutte le occasioni che si presenteranno e di portare a casa opportunità concrete. In questa direzione bisogna mantenere saldi i legami fra gli Enti di vario livello: Comuni, Provincia e Regione, visionando proposte, vagliando e mostrando progetti e informando il nostro territorio affinché le opportunità non vadano perse.
Quali sono i cardini della sua campagna elettorale? Il mio interesse particolare è legato alle infrastrutture, cioè il settore di cui mi sono occupata in giunta provinciale. Poi il sostegno per l’occupazione e le imprese, la difesa del territorio e, molto importante, il tema della scuola. Occorre infatti fare uno sforzo per tenere aperti certi plessi scolastici di montagna al fine di eliminare una delle ragioni dello spopolamento dell’Appennino.
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